Misericordiosi come il Padre

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La celebrazione della Pasqua 2016 è impreziosita dal Giubileo della misericordia.

Vari appuntamenti e iniziative diocesane ed ecclesiali stanno offrendo l'opportunità di incontrare il Padre della misericordia, di lasciarsi rivestire dal suo perdono, di sperimentare la rinascita pasquale del suo abbraccio misericordioso.

La risurrezione di Gesù si rinnova anche attraverso le opere di misericordia che, come suoi discepoli, siamo chiamati a incarnare. La misericordia, infatti, non si può ridurre a semplice sentimento: il Vangelo ne parla come una “fare” concreto, che nutre gli affamati, disseta gli assetati, veste i nudi, accoglie gli stranieri, visita gli ammalati e i carcerati.

Un'esistenza toccata dalla risurrezione del Signore diventa feconda nelle opere di misericordia, che siamo invitati a riscoprire e incarnare.

Quest'invito l'ha fatto anche papa Francesco, nel Messaggio per Quaresima 2016:

“La misericordia di Dio trasforma il cuore dell’uomo e gli fa sperimentare un amore fedele e così lo rende a sua volta capace di misericordia. È un miracolo sempre nuovo che la misericordia divina si possa irradiare nella vita di ciascuno di noi, motivandoci all’amore del prossimo e animando quelle che la tradizione della Chiesa chiama le opere di misericordia corporale e spirituale. Esse ci ricordano che la nostra fede si traduce in atti concreti e quotidiani, destinati ad aiutare il nostro prossimo nel corpo e nello spirito e sui quali saremo giudicati: nutrirlo, visitarlo, confortarlo, educarlo. Perciò ho auspicato «che il popolo cristiano rifletta durante il Giubileo sulle opere di misericordia corporali e spirituali. Sarà un modo per risvegliare la nostra coscienza spesso assopita davanti al dramma della povertà e per entrare sempre più nel cuore del Vangelo, dove i poveri sono i privilegiati della misericordia divina» (ibid., 15). Nel povero, infatti, la carne di Cristo «diventa di nuovo visibile come corpo martoriato, piagato, flagellato, denutrito, in fuga… per essere da noi riconosciuto, toccato e assistito con cura» (ibid.). Inaudito e scandaloso mistero del prolungarsi nella storia della sofferenza dell’Agnello Innocente, roveto ardente di amore gratuito davanti al quale ci si può come Mosè solo togliere i sandali (cfr Es 3,5); ancor più quando il povero è il fratello o la sorella in Cristo che soffrono a causa della loro fede.”

Secondo l'invito di Gesù a essere misericordiosi come il Padre (Lc 6,36), l'augurio pasquale diventa speranza: che tutti possiamo fare esperienza di risurrezione ricevendo e donando la misericordia del Padre.

Una misericordia che dona l'ardore di spendere la vita nell'amore, come le suore Missionarie della Carità uccise in Yemen, lo scorso 4 marzo: notizia passata sotto silenzio dai mezzi di comunicazione.

Ma la misericordia è così: trasforma nel silenzio e cambia il volto del mondo.

Buona Pasqua!